Fake news: mala o falsa informazione

Alcuni mesi fa, prima che mio figlio iniziasse la scuola d’infanzia, ho incontrato le sue maestre. Volevano parlassi di quel bimbo che di lì a poco avrebbero incontrato. Ho raccontato della sua riservatezza e sensibilità; della sua testardaggine e insieme determinazione; del suo amore per lo sport e dell’antipatia per ogni tipo di sconfitta; del suo bilinguismo. Mentre parlavo, nella mia mente avevo identificato alcuni fatti, ordinati non solo cronologicamente ma, per quanto possibile, anche in modo causale. Ad esempio, non solo, mio figlio parla inglese e ha un papà britannico. Piuttosto, mio figlio ha un papà britannico per cui mio figlio parla inglese. Non c’è una causalità insita tra (a) l’avere un padre britannico e (b) il parlare inglese. Da me però i due fatti (a) e (b) sono percepiti come carichi di un legame causa-effetto mentre – ad esempio – la mia amicizia con Alison, di madre-lingua inglese, che veniva spesso a casa nostra prima del suo trasferimento a San Francisco non costituisce una fatto saliente per il bilinguismo di mio figlio.

Sono dunque i miei ricordi e, largamente, i miei preconcetti, a costituire la ‘mia’ narrazione della mia vita o della vita di altri, rendendo l’impresa del narrare tutt’altro che innocua. Su questo tema si sono espressi autorevoli scrittori, filosofi e psicoanalisti; per la sua chiarezza, ricordo il breve saggio del premio Nobel per la letteratura J.M. Coetzee pubblicato su MicroMega 8/2017. Coetzee ricorda come uno stesso racconto possa dar luogo a una storia autobiografica molto diversa, a seconda che si segua il principio di causa ed effetto o il criterio del bello. Nel primo caso il fine della narrazione è quello di mettere ordine al caos dell’esperienza; nel secondo la narrazione serve alla persona che narra per stare bene con se stessa. Spetta dunque allo spirito critico di ciascuno la valutazione dei gradi di aderenza tra i fatti, di volta in volta.

Tutto questo mi torna in mente mentre seguo con interesse gli anatemi e gli avvertimenti contro le fake news (false notizie) lanciate di continuo, ultimamente, soprattutto in vista delle elezioni politiche in Italia del 4 marzo. Contrariamente alle news, le fake news, come dice la parola stessa, hanno un’aspirazione che non ambisce alla veridicità e rifiutando gli standard di verità e causalità. Le fake news selezionano a piacimento fatti per ‘far stare bene’ chi le legge, dove lo ‘star bene’ si raggiunge, spesso, attraverso la colpevolizzazione degli altri per non assumersi responsabilità in prima persona.

Mala o falsa informazione: non sono novità degli anni correnti. Gli anni correnti, però, quelli della democrazia di massa, favoriscono la ‘crescita’ del problema delle fake news perché tutti sui social media possono postare le loro notizie, con pochissimi controlli. Poi è sicuramente venuto meno il principio d’autorità esercitato da centri autorevoli di pensiero e, non ultimi, dai partiti politici. Questi ultimi hanno assai poca autorevolezza e non di rado esercitano il loro charme solo nell’atto di accusare gli altri partiti di promuovere fake news. Se oggi la Verità tout court non interessa un granché, è invece molto più pressante trovare ‘una’ qualche verità (populistica!) che permetta di far star bene con il mondo, ovvero di inserire al meglio la propria prospettiva nel il caos del mondo.

Vari studi sono stati condotti sull’impatto elettorale delle fake news, tra tutti sull’impatto delle ultime elezioni presidenziali americane. Il peso giocato dalla disseminazione di informazioni false è enfatizzato dai alcuni, ridimensionato da altri, senza però che nessuno metta in dubbio il ruolo delle fake news.

Con l’avvicinarsi delle elezioni in Italia, la credibilità della politica contro il deterioramento delle parole e contro l’ipocrisia delle ‘storie’ è ovviamente il miglior auspicio. Detto questo, spetta a ciascuno di noi legger le news tenendo a mente che fra un fatto e l’altro c’è sempre un grado di aderenza maggiore o minore. Ne saremo capaci?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...